tradimenti
E' un mondo difficile ( capitolo 17 )
28.11.2025 |
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Sicuramente Anna rimane stupita da questa risposta:” Lavinia; ma ti sta minacciando con qualche arma?”
Invece di tranquillizzarla, Lavinia scoppia a ridere:” Mi ha proprio sequestrata..."
I miei occhi lucidi iniziano lentamente a riempirsi di lacrime.Cerco di trattenermi, ma non ci riesco.
Gaia guarda gli altri, che sembrano visibilmente dispiaciuti.
Valentina tiene lo sguardo basso, mentre i miei amici hanno un' espressione abbattuta.
Probabilmente nessuno di loro si aspettava un simile epilogo.
Gaia, accortasi di tutto ciò, prova a metterci una pezza:" Francesco; se vuoi, domani facciamo colazione insieme , prima della lezione."
Non ho neanche la forza di parlare; muovo leggermente il viso, per farle capire di no.
Probabilmente ho l'aspetto di un cadavere.
Stranamente Valentina fa un appunto all'amica:" Avresti potuto non dirglielo."
Giustamente Gaia le fa notare:" E che scusa avrei potuto trovare, visto che mi ha chiesto di accompagnarmi a casa? E poi a me non piace dire le bugie."
Valentina capisce il punto di vista dell'amica, ma non può fare a meno di farle notare:" D'accordo, ma Francesco e' uno straccio."
Gaia si volta, squadrandomi dalla testa ai piedi.
Non e' possibile, che non si fosse già accorta, del mio totale crollo psicologico.
Non me la sto prendendo per il passaggio.
Se a lei piace, non posso farci nulla.
Pero' Gaia mi ha illuso, promettendomi un colloquio chiarificatore.
Tradendo la mia fiducia, e fregandosene totalmente dei miei sentimenti.
Viste le mie condizioni, Giacomo mi propone:" Francesco; ti accompagno a casa io, se vuoi. Loro due ci seguono in macchina, cosi' poi mi riportano a casa."
Apprezzo la sua offerta, ma la rifiuto:" No, stai tranquillo."
Forse per salvare la faccia, Gaia lancia un'idea improponibile:" Francesco; se vuoi ti diamo un passaggio; prima che Mariano mi accompagni a casa. Poi domani vieni a riprendere la macchina."
Valentina si avvicina a Gaia:" Adesso te lo dico io, di smetterla; non vedi, in che stato è? Ma come puoi proporgli di salire in macchina di Mariano? Iniziamo a scendere noi due; così lui resta ancora qui mezz'ora, si calma, e poi va a casa."
Sul volto di Gaia compaiono segni di incertezza.
Prima guarda me, poi i miei amici, infine Valentina..
Mentre si infila il giubbotto, prende la mia mano:” Francesco; guarda che e’ tutto a posto. Io non sono arrabbiata con te.”
Anche Valentina si affretta ad indossare il giubbotto, intervenendo nuovamente:” Gaia; ormai per stasera e’ andata cosi’. Ne parlate domani con calma.”
Gli occhi di Gaia puntano i miei:” Ok, Francesco?”
Non riesco proprio a risponderle, la delusione e’ veramente troppa.
Improvvisamente Valentina si avvicina e mi abbraccia, baciandomi più volte sulle guance:” Francesco; e’ veramente tutto a posto. Te lo assicuro. Domani parlerete, e chiarirete tutto.”
Io la stringo forte, lasciandomi andare ad un pianto liberatorio.
Avevo proprio bisogno di un gesto d’affetto femminile.
Gaia guarda la scena, impassibile.
Sembra una statua di ghiaccio.
Valentina si stacca per un attimo, prendendomi per mano:” Francesco; andiamo in cucina, così bevi un bicchiere d’acqua.”
Io la seguo e, arrivati in cucina, mi siedo.
La testa non riesco a tenerla alta.
La mia dignità e’ finita sotto i piedi.
Valentina mi passa un bicchiere d’acqua:” Tieni; Francesco.”
Si abbassa, rimanendo con le ginocchia alzate:” Ascoltami. Ora non c’e’ da fare alcuna tragedia. Tu non ti sei comportato bene in questi giorni, e stasera hai superato il limite. Pero’ questo non giustifica il comportamento di Gaia.”
Questo discorso mi sembra molto ipocrita:” Scusami Vale; ci aveva già piantati in asso prima, andandosene con Mariano. E tu ti sei messa a prendermi per il culo, chiamandola.”
Torna ad abbracciarmi, sussurrandomi in un orecchio:” Francesco; io non posso dire a Gaia, cosa può fare e cosa non può fare. E neanche tu. Anche con me non si e’ comportata bene, lasciandomi lì con voi. Però non ho fatto tutto il casino, che hai fatto tu.”
Non posso darle torto.
Ha fatto un discorso logico ed intelligente.
Ma non cambia la situazione.
Io provo un sentimento per Gaia.
E un sentimento d’amore e’ diverso da un sentimento di amicizia.
Valentina si alza e mi riprende per mano:” Francesco; torniamo di là. Cerca di resistere un minuto. Tempo che salutiamo i tuoi amici, e ce ne andiamo. Ce la puoi fare?”
A rispondere proprio non riesco, e così mi limito a fare un cenno affermativo con il capo.
Torniamo di là, e subito Valentina dice:” Gaia; andiamo. Ciao ragazzi.”
Gaia guarda i miei amici:" ciao ragazzi; piacere di avervi conosciuto."
I miei amici ricambiano con un semplice ciao, tutti assieme.
Non è più tempo per battute o coglionate.
Gaia, prima di andare via, fa un ultimo tentativo con me:" Francesco; vuoi che ci sentiamo dopo, al cellulare?"
Le lacrime hanno smesso di scendere , ma i miei occhi sono ancora lucidi.
Non riesco proprio a risponderle.
La botta e’ stata troppo forte.
Mi ha preso in giro pubblicamente.
Questa e’ la verità.
Infatti sia i miei amici che Valentina se ne sono resi conto, e hanno mutato subito atteggiamento.
Probabilmente Valentina ha ragione: ho esagerato, facendo la caccia ai fantasmi.
Pensando forse di poter metterci una pezza, Gaia prova nuovamente :" vuoi scendere con noi, ed aspetti Mariano, insieme a noi?"
Valentina si mette nuovamente in mezzo:" Gaia; gli stai facendo ancora più male. In questi casi, è meglio un drastico distacco."
Gaia obietta:” Così inizio a parlare con Francesco.”
La risposta di Gaia non e’ accolta con favore da Valentina:”E appena arriva Mariano; interrompi il discorso?”
Gaia sembra rifletterci un attimo:” Posso mandargli un messaggio, e chiedergli di ritardare cinque minuti.”
“Cinque minuti? Il tempo,che mi dedicherai, e’ cinque minuti?” esclamo, sconvolto.
Queste ultime uscite di Gaia, mi hanno totalmente gelato il sangue.
Invece Valentina sta tornando la mia migliore amica?
Non devo farmi illusioni, considerando il suo comportamento generale.
E comunque, non me ne frega nulla di Valentina.
Sebbene sia stata gentile e carina, a supportarmi in un momento di bisogno; non me ne frega nulla di lei.
Mi interessa solamente Gaia.
Alla mia ultima affermazione, non si sforza neppure di rispondere.
Preferisce limitarsi a:" buonanotte; Francesco. Parliamo domani, all'università."
Valentina si incammina, seguita da Gaia.
Sento chiudersi la porta, segno che le due ragazze sono uscite.
Torniamo a Giuseppe.
Il mio interlocutore rimane spiazzato:” Scusa, puoi ripetere?”
Non mi costa molto ripetere la frase:” Greta viene con me.”
Di fronte alla mia presa di posizione, Davide cerca di rispiegarmi la situazione:” Giuseppe; ma hai capito, cosa ti ho detto? “
Non voglio assolutamente sentire ragioni:” Certo, come tu hai capito, cosa ti ho detto io.”
Totalmente preso in contropiede dalla mia rigida presa di posizione, lui mi propone:” Ascoltami; non serve a nulla, che discutiamo noi due. Torno a parlare con Greta.”
Ma siamo bambini?
Ed infatti glielo faccio notare:” Posso parlare direttamente io, con Greta.”
Sempre più in difficoltà, Davide cerca una via di uscita:” E’ meglio che ci parli io. Fidati di me.”
Accetto la sua proposta, specificandogli di voler rimanere da solo.
I suoi amici escono dalla stanza.
Il ragazzo cerca di rassicurarmi:” Vedrai che troveremo una soluzione.”
Mi limito ad ascoltarlo.
Se non vengo considerato dal mondo femminile, perché sono brutto; questo non vuol dire, che anche i maschi possano trattarmi a pesci in faccia.
Davide esce dalla stanza, ed io mi metto ad ascoltare, da dietro la porta.
Per fortuna, la porta non e’ spessa:” Greta; Giuseppe ha detto che va via, ma che tu devi andare con lui.”
La sorella interviene:” Cosa?”
Greta inizia ad urlare:” Ma non ci penso neanche, a tornare con quello li’. Lo han sempre preso per il culo, tutte le ragazze; e adesso con me, vuole fare l’offeso? Ho passato delle ore in sua compagnia, senza neppure farlo pagare. E non mi ha neppure ringraziata.”
La sorella interviene in sua difesa:” Davide; ma non sapete gestire uno sfigato? Buttatelo fuori.”
Subito Greta tende a precisare:”State solamente attenti, che ha un taglierino. Ha danneggiato la macchina di Johnny.”
Davide fa notare alle ragazze:” Ma perché dovremmo usare la forza? Il casino l’avete fatto voi, e lo risolvete voi. Non ti ha molestata. Tu l’hai preso per il culo, e lui c'è rimasto male.”
Delle frasi di buon senso.
Ma Greta non ne vuol sentir parlare:” Io sono libera di fare quello che voglio. E con lui non torno. Chiaro?”
Ma il ragazzo ribadisce il punto:” Se tu non vai con lui, lui non se ne va.”
Le risate di Greta riecheggiano nella stanza:” Lasciatelo di là, a farsi le seghe. Dategli una ciotola d’acqua e un pezzo di pane, cosi’ non ci potrà accusare di maltrattamenti.”
La sorella la supporta:” Ottima idea; Greta.”
Davide non e’ d’accordo con loro:” Greta; devi parlare con lui. Cosi’ vediamo, se troviamo una soluzione.”
Ma lei non vuole sentirne proprio parlare:” Io non voglio più parlargli insieme. E’ uno sfigato, lo capisci o no? Vuoi che parli con un figo? Ci parlo, va bene. Ma con uno sfigato, no.”
Davide guarda la sorella:” Dille qualcosa tu”
Non riesce a finire la frase, che Greta si lancia verso la porta, per venire nella mia stanza.
La apre e mi trova subito:” Stavi ascoltando, vero?”
Io lo ammetto:” Si.”
Lei mi guarda ed inizia:” Ora ti faccio capire, come stanno le cose. Ti ho preso in giro, tutto il giorno. Non ti ho mai detto una mezza verità. A Micky ho dato il numero giusto. Perché e’ un figo. Mi piaceva sentire il suo pisello sul sedere. Avrei voluto che mi avesse portata nei bagni della metropolitana.”
Davide arriva, mettendosi davanti a Greta:” Ora basta.”
Ma Greta non vuole sentirne parlare, e lo spinge via:” No, non ho finito. Appena mi scriverà, gli chiederò di vederci; e si prenderà ciò, che tu tu puoi solamente guardare: il mio sedere. Che poi, lo puoi solamente guardare, con gli indumenti addosso. Sei stato anche molto stupido, a non voler vedere quelle foto. Sai, erano vere. Ero io, nuda. Perché me le sono fatte fare? Perché i ragazzi le vogliono vedere, non si accontentano di vedermi vestita. Mia sorella me le ha fatte, e poi gliele ha fatte vedere. Io non lo sapevo neanche. Ma chi se ne frega. Se le andava di fare cosi’, ha fatto bene. L’ unico coglione che non le ha viste, sei tu. “
Davide interviene nuovamente:” Stai esagerando.”
Greta e’ furiosa:” Non ho ancora finito. Ma veramente pensavi, che ti avrei dato il numero di telefono? O che avrei iniziato a salutarti a scuola? Magari addirittura parlarti assieme? No aspetta, addirittura uscire assieme. E poi magari andare a casa tua.”, non riuscendo a finire il discorso, per le proprie risate.
Sua sorella la segue, mentre i ragazzi sono tutti ammutoliti.
“Aspetta, aspetta. Un regalo te lo faccio, per sdebitarmi.”
E dalla sua solita tasca, tira fuori l’intero mazzo di due di picche:” Sono tutte per te; Giuseppe. Contento?”
Io le rispondo:"Sì.", prendendo le carte in mano.
Un ghigno compare sul viso di Greta.
Svanendo subito, non appena strappo in mille pezzi, davanti a lei, le sue carte.
La sua espressione cambia totalmente.
Uno sguardo di sfida compare sul suo viso.
Io mi limito a domandarle:” Ora che ti sei sfogata, possiamo tornare a casa?”
Torniamo a Roberto.
Lavinia si alza dal letto, e va a prendere il cellulare:” Scusa, Roberto; faccio una foto, cosi’ vedi che non c'è alcun segno.”
Tutto preoccupato, le domando:”Sicura?”
Con un sorriso, mi tranquillizza:”Sicurissima.”
Io resto fermo, mentre lei scatta la foto.
Sta per mostrarmi la foto, quando riporta il cellulare verso di sé, e fa qualcosa.
Esclama:”A posto.Guarda.”
E mi mostra il cellulare.
Ha mandato la foto in gruppo.
Torna a sedersi sul letto e scrive:” Roberto ha fatto il birbante, e l’ho morsicato.”
Marta si mette a ridere.
Mi affretto a supplicarla:” Cancella il messaggio.”
Purtroppo lo hanno già visualizzato:” Almeno uno ha letto. Lo dirà sicuramente a Bruno.”
Il mio cellulare inizia a suonare.
Guardo chi e’.
E’ Bruno.
Mostro il telefono alle due:” E ora?”
Lavinia mi consiglia:” Rispondi.”
Il telefono non smette di squillare.
Finché non entra la segreteria.
Dopo un minuto, riprende a squillare.
E’ ancora Bruno.
Ed io non rispondo.
Sono morto.
Ho firmato la mia condanna a morte.
Nel frattempo squilla anche il telefono di Lavinia.
E’ Anna, una nostra compagna di scuola
Lei risponde, mettendo in viva voce:” Ciao Anna; dimmi.”
La nostra compagna e’ agitata:” Lavinia; cosa ti ha fatto Roberto? Bruno sta venendo a casa tua”
Trovando la cosa curiosa, Lavinia le chiede:” Perché sta venendo qui?”
Le parole di Anna si capiscono a malapena, sembrando agitatissima:” Per vedere cosa e’ successo. ”
Di fronte a queste parole, Lavinia chiarisce:” Roberto e’ qui con me. Salutalo pure, siamo in viva voce.”
Sicuramente Anna rimane stupita da questa risposta:” Lavinia; ma ti sta minacciando con qualche arma?”
Invece di tranquillizzarla, Lavinia scoppia a ridere:” Mi ha proprio sequestrata. Mi ha chiusa in camera mia, con lui.”
Presa dal panico, Anna la avvisa:” Telefono subito a Bruno.”
Non smettendo di ridere, Lavinia la liquida:” Devo chiudere. Roberto vuole che metta giù.” e lo fa veramente.
Io la fisso, sconvolto:” Lavinia; ma perché mi odi cosi’ tanto? Perché vuoi che mi picchino?”
Non ricevo risposta, perché lei cambia subito discorso:” Roberto;vuoi che stiamo ancora un po’ da soli?”
Marta capisce il messaggio ed esce dalla stanza.
Inizio a camminare su e giù, per la stanza:” Appena arriva, mi massacrerà di botte. Perché mi fai questo?”
Nuovamente non fa caso alla mia domanda, preferendo dirmi:” Roberto; perché non torni a sdraiarti con me?”
Preso dal ansia, riesco solamente a dirle:” Ho il cuore che batte a mille.”
Lavinia torna a sdraiarsi ed a fissarmi:” E’ normale, che ti batta il cuore per me.Vieni, dai.”
Mi sta pigliando in giro:” No, il cuore mi batte, perché Bruno mi picchierà.”
Lavinia si tira sù, avvicinandosi a me:” Quindi non ti e’ piaciuto il mio piccolo morso? Mica ti ho fatto male.”
Lei non riesce proprio a capire la situazione, e provo a spiegargliela:” Come giustifichiamo il segno con Bruno?”
Scoppia a ridermi in faccia:” Roberto; mia mamma ha ragione. Fai veramente tanta tenerezza.”, provando ad abbracciarmi.
Io mi sposto, indietreggiando.
Lavinia mi fulmina con lo sguardo:” Cosa hai fatto, scusa?”
Forse ho fatto una tremenda gaffe, e provo a rimediare:” Scusami, e’ che sono agitato.”
Ma la mia frase non la soddisfa.
Torna a sedersi sul letto:” Roberto; secondo te quanti ragazzi vorrebbero essere in camera mia, con la porta chiusa?”
La risposta e’ banale:” Tutti.”
La ramanzina riprende:” Quanti ragazzi sarebbero indietreggiati, come hai fatto te?”
Anche qui non c’e’ ombra di dubbio:” Nessuno.”
Intanto qualcuno suona al campanello.
Deve essere Bruno.
Marta entra e guarda Lavinia, che le dice:” Non rispondere al campanello.”
“Cosa?” esclamo tutto preoccupato.
“ Gli dirò, che ero sotto la doccia, e che non ho sentito.” e' la risposta di Lavinia.
L’agitazione prende il sopravvento:” Ma gli avranno detto, che sono qui.”
Marta ironizza:” Mica può sfondare la porta.”
Il citofono torna a suonare.
Le due non si rendono conto delle conseguenze, e glielo faccio notare:” Dopo ai giardini, me la faranno pagare.”
La mia risposta non fa breccia su Lavinia:” Comunque non gli rispondiamo al citofono.”
Il cellulare di Lavinia squilla.
E’ Bruno.
Faccio presente a loro una cosa evidente:” Potrebbe sentire il tuo telefono squillare.”
L’unica risposta che ottengo da Lavinia, e’ una risata:” Sono sotto la doccia; Roberto.”
Intanto il citofono continua a suonare.
Anche il mio cellulare squilla.
E’ Luca, il solerte lecca culo di Bruno.
“Qui succede un casino.” esclamo.
Per Lavinia invece e’ tutto un gioco:” Nessun casino; Roberto. Basta che gli rispondi.”
Scoppio a ridere per disperazione:” Questo lo so anche io. Ma cosa gli dico?”
Con tutta la calma del mondo, mi suggerisce:” Gli dici semplicemente, che sei in camera mia, mentre io sto facendo la doccia.”
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